Ermes SevergniniCapogruppo PRC-SE Cernusco s/N
Resoconto del Consiglio Comunale del 24/04/2012
Assenti Cogliati (Lega Nord) e Angrisano (Lista Cassamagnaghi).
Esame ed approvazione Rendiconto di Gestione esercizio finanziario 2011
I dati salienti sono ben raccolti nel comunicato stampa del Comune; non li sto a copiare qui, invitando chi fosse interessato a leggere il breve testo.
Da parte mia, aggiungo qualche dato desunto dalla relazione conclusiva di bilancio 2007/2011, presentata al Consiglio Comunale dall’assessore al bilancio M. Rosci. Vediamo così come le entrate correnti sono passate dai 21588486.46 € del 2006 ai 31979615.72 € del 2011 e contestualmente le spese correnti (comprensive del rimborso quote mutui) da € 23339005.69 nel 2006 ad € 31741420.98 l’anno scorso. Il Comune ha sempre rispettato il patto di stabilità, nonostante gli inasprimenti normativi degli ultimi anni, così che il fondo cassa è passato da € 14162912.76 del 2006 ad € 19873835.74 nel 2011: soldi già accantonati e destinati a finanziare opere pubbliche che però sono resi indisponibili per i pagamenti da un’assurda legge di finanza pubblica nazionale. Negli anni dal 2007 al 2010 sono stati contratti nuovi mutui per un importo complessivo di € 3529709.59, con un picco di 1200000 € nel 2009 destinati a finanziare parte degli oneri finanziari per la realizzazione del nuovo centro natatorio comunale; il resto è stato posto in capo al privato in cambio del riconoscimento del diritto di gestione per 30 anni, con un esborso complessivo di 6900000 €. L’anno scorso non sono stati accesi nuovi mutui. L’Amministrazione ha operato un graduale rientro dai debiti contratti, così da passare dai 24668154.31 € del 2006 (840.42 €/abitante) ai 20082038.95 € del 2011 (632.70 €/ab.);l’incidenza degli interessi passivi sulle entrate correnti (capacità d’indebitamento) si attesta sul 3.59% (era al 6.04%) nel 2006, già in linea con l’obiettivo del 4% max previsto dal Governo a regime per il 2014. E’ molto importante a mio avviso rilevare come nel bilancio 2007, lasciatoci dalla precedente Amministrazione, 2545000.00 € venivano prelevati dagli oneri di urbanizzazione (grosso modo il 46%) per finanziare in parte (circa l’8%) la spesa corrente, mentre il 2011 è stato il primo bilancio nel quale non s’è trasferito un centesimo delle entrate straordinarie per coprire le spese per servizi e personale e lo stesso è previsto nel bilancio previsionale per l’anno in corso; anche questa è salvaguardia del territorio. Il valore delle immobilizzazioni materiali (quindi del patrimonio del Comune) è aumentato in questi 5 anni dai 78946230.40 € del 2007 ai 100925824.22 € del 2011, con un incremento del 28% circa. In conclusione si può dire, come afferma l’assessore nella relazione, che l’Amministrazione uscente ha certamente migliorato i conti di bilancio, nonostante i pesanti tagli operati ai trasferimenti statali, alle regole sempre più stringenti del patto di stabilità interno e ai vincoli sull’indebitamento.
Il dibattito seguito all’esposizione del conto consuntivo ha visto pochissimi appunti sul merito della questione e varie divagazioni su argomenti magari importanti ma che con l’oggetto della delibera non c’entravano granché. Oriani (PdL) ha lamentato la mancata discussione circa la valorizzazione del patrimonio immobiliare comunale, ai fini di una possibile messa a reddito. Cassamagnaghi (Il Naviglio) ha sollevato i temi dell’ex-albergo Melghera e degli esclusi dalla scuola materna statale, due argomenti certamente seri ma che nulla hanno a che fare col rendiconto della gestione 2011; sulla stessa linea gli interventi di Rocchi (Lega Nord) e Gargantini, mentre Di Bello (PD) esprimeva un generico apprezzamento per i 5 anni trascorsi. Il sindaco ha poi risposto ai rilievi posti dai consiglieri e attinenti al documento in discussione. In seguito, l’ass. Rosci è intervenuto per sottolineare che nel futuro si porranno le questioni del reperimento di nuove risorse e degli schemi di spesa, dato che l’Amministrazione si troverà a proseguire nel rispetto delle regole del patto di stabilità interno e il prossimo biennio sarà molto impegnativo sotto il profilo finanziario. Da parte mia, ho rilevato come per il cittadino “non addetto ai lavori” il miglior consuntivo 2011 sia costituito dal nuovo centro natatorio comunale, dai lavori all’ex-centro sociale CARIPLO e alla Vecchia Filanda ormai in dirittura d’arrivo, dall’immobile di via P. Da Cernusco rimesso a nuovo coi suoi 16 appartamenti da destinare a canone sociale –tutte opere regolarmente pagate nel rispetto dei vincoli del patto di stabilità- e dal livello dei servizi alla persona. Da cittadino quindi, prima ancora che da consigliere comunale, ho approvato il rendiconto della gestione 2011.
Maggioranza a favore, opposizione contraria.
Criteri applicativi inerenti l’art. 6 “Interventi di edilizia residenziale sociale” della L.R. n. 4 del13/03/2012“Norme per la valorizzazione del patrimonio edilizio esistente e altre disposizioni in materia urbanistico-edilizia”
Inizialmente era previsto che la seduta si tenesse con un solo punto all’OdG: l’approvazione del conto consuntivo2011, inmodo da ottemperare alla scadenza di legge del 30 aprile e mettere così la prossima Amministrazione in grado di applicare l’eventuale avanzo da subito, disponendo dei conti consolidati. Nel frattempo è stata promulgata la legge regionale n. 4 del13/03/2012, dall’accattivante titolo di “Norme per la valorizzazione del patrimonio edilizio esistente e altre disposizioni in materia urbanistico-edilizia”: una specie di “piano casa” regionale (della serie “A volte ritornano”…) che, come di consueto, impone ai Consigli Comunali di intervenire in tempi strettissimi, pena l’impossibilità perpetua di regolamentare diversamente la materia. Un articolo di tale norma, il n. 6 riguardante l’edilizia residenziale sociale, può essere regolamentato nella sua applicazione dal Consiglio Comunale solo entro il 17 maggio; dopo tale data, in assenza di criteri stabiliti dal Consiglio, solamente la Giunta potrà regolarne l’applicazione a propria discrezione. Ecco quindi le caratteristiche di urgenza e improrogabilità che consentono al Consiglio di deliberare anche in periodo elettorale, cosa normalmente impedita per legge. Altri articoli della stessa legge regionale presentano analoghe scadenze ma su tempi più lunghi, pertanto la loro regolamentazione applicativa è lasciata al Consiglio che uscirà dalle prossime elezioni amministrative. L’opposizione ha debolmente protestato ritenendo che le caratteristiche di urgenza e improrogabilità non esistessero, ma l’ha fatto in maniera rituale e senza convinzione dopo che nessuno dei colleghi di minoranza aveva partecipato alla riunione della Commissione consiliare Urbanistica & Territorio nel corso della quale la proposta di delibera è stata esaminata ed integrata.
Nel merito, i criteri applicativi prevedono che i disposti dell’art. 6 non trovino applicazione laddove vi siano piani attuativi vigenti e/o convenzionati che già prevedono destinazioni d’uso a fini sociali o per l’edilizia universitaria convenzionata (si pensi a quanto previsto nell’ambito del PP19, in via Masaccio), nelle zone di territorio comunale gravate dal vincolo paesaggistico del Naviglio Martesana e dal vincolo PLIS est delle Cave, nelle aree a servizi individuate dal PGT e in tutte le aree dismesse non individuate come tali dal PGT, nei campi produttivi in cui la destinazione residenziale non è ammessa; per la salvaguardia degli ambiti agricoli non sarà possibile in quei comparti né il cambio d’uso in deroga né la traslazione di volumetria. Le indicazioni prevedono inoltre che, dove la norma possa trovare applicazione, tutti gli interventi siano subordinati a richiesta di permesso di costruire convenzionato. Si stabilisce inoltre che gli incrementi volumetrici in misura non superiore al 40%, come previsti dalla legge regionale, dovranno essere destinati al fabbisogno abitativo comunale con assegnazione da parte del Comune mediante graduatorie vigenti e che, qualora si opti per la classe energetica “A”, non potrà trovare applicazione l’ulteriore incremento derivante dallo scomputo delle murature perimetrali (equivalente a circa il 6-8%) previsto dal vigente regolamento edilizio comunale. La L.R. prevede che la destinazione d’uso ad edilizia residenziale sociale debba essere mantenuta per un periodo di almeno dodici anni: la delibera approvata precisa che il termine decorre dalla data di fine lavori di ogni edificio. Ai nuovi interventi, per analogia, si applicheranno gli oneri dell’edilizia residenziale convenzionata i quali sono già ridotti rispetto agli oneri dell’edilizia residenziale libera; quindi, l’ulteriore riduzione degli oneri di urbanizzazione contemplata dalla L.R. non potrà trovare attuazione.
Maggioranza a favore, Gargantini astenuto, Rocchi (Lega Nord), Cassamagnaghi (Il Naviglio) e il gruppo PdL contrari.





