Sono di sinistra. Sono orfano di una sinistra unita, forte e plurale che, almeno in parte, avevo trovato a livello nazionale, nella rifondazione di qualche anno fa. Dal 2008 il processo di scissione atomica che si è abbattuto sulla sinistra mi ha allontanato dall’identificazione integrale in un partito (con la tessera in tasca, per capirci), trovandomi più vicino al progetto della neo costituita SEL rispetto ad apertura ed innovazione. Mi sono ritrovato a votare PRC alle provinciali e alle regionali e SEL alle europee, quelle europee che hanno sancito che la sinistra o è unita o rischia di non essere… Da un anno ho partecipato, creduto e spinto affinché a livello comunale si potesse unire la sinistra, in un progetto che iniziasse dalla sinergia di PRC e SEL alle quali sono stato equidistante o come preferisco dire, equivicino, proseguendo per l’attrazione che una tal dinamica potesse generare in singole persone ed associazioni che non si identificano compiutamente nei suddetti partiti. L’illusione è durata un anno, per andare poi a terminare nel momento in cui SEL di Cernusco ha deciso legittimamente, nonostante i tempi, di rimanere se stessa. M’illudevo che almeno a livello locale si riuscisse ad andare oltre alle fratture del livello nazionale, ma prendo atto che i caratteri di apertura, unità e innovazione che a livello nazionale riconosco maggiormente nel progetto di SEL, a Cernusco sono patrimonio del locale PRC: io ho intenzione di impegnarmi e di continuare con tanti altri, anche senza un’importante “gamba”, a costruire il tavolo della Sinistra per Cernusco, fiducioso che molte altre persone di sinistra si avvicineranno e sosterranno questo progetto aperto nei prossimi mesi.
Gerardo Giacomazzi




