Prima di tutto, per disegnare il quadro di finanza pubblica nel quale ci stiamo muovendo e continuare ad essere credibili in quello che diciamo e abbiamo detto negli ultimi anni, occorre affermare con forza che gli enti locali sono trattati dal Governo attuale come dei limoni da spremere, in netta continuità con le 5 precedenti manovre del Governo Berlusconi. Continua la riduzione dei trasferimenti erariali, del fondo di riequilibrio e del fondo perequativo: per il nostro Comune si tratta di 3 milioni di euro in meno rispetto al bilancio 2011, inclusi 800mila euro di tagli per effetto del decreto affettuosamente denominato “Salva Italia”. Nessuna novità sul versante del patto di stabilità interno, i cui obiettivi come sappiamo impediscono di fatto agli enti locali non solo di prevedere nuovi investimenti, ma anche di pagare quelli già finanziati attivando un meccanismo perverso che sui ritardi (non voluti, ma imposti) nei pagamenti subiti dalle ditte appaltatrici consente lauti guadagni alle banche che impongono interessi per cessioni di credito. Si impone una forte accelerazione alla privatizzazione dei servizi pubblici, con una ulteriore restrizione della possibilità di affidamento in house a società completamente pubbliche e l’assoggettamento di società pubbliche, aziende speciali e istituzioni alle regole del patto di stabilità e ai limiti sulla spesa del personale. Continuano i processi di riduzione della democrazia diretta: dopo la scriteriata riduzione dei componenti degli organi elettivi attraverso demagogiche campagne di svuotamento dei Consigli Comunali (che anche a Cernusco vedrà ridursi a 16 il numero dei consiglieri dal prossimo mandato), si arriva addirittura all’eliminazione con decreto legge e non con legge costituzionale di enti eletti direttamente dai cittadini (le Provincie). Peraltro il decreto Monti abolisce i Consigli Tributari, su cui tanto abbiamo discusso in questa sede. Tutto questo nel nome di una falsa riduzione dei costi della politica: vi invito a confrontare il costo di questo Consiglio Comunale rispetto a quello di un parlamentare o di un consigliere regionale lombardo. La normativa è talmente complessa e tali e tanti sono gli elementi di incertezza normativa e contabile che hanno reso sinora impossibile l’approvazione dei bilanci, il cui termine è stato spostato al 31 marzo e già molti auspicano sia prorogato al 30 giugno. Condividiamo quindi la soddisfazione espressa dal sindaco nella relazione di accompagnamento per essere fra i primi Comuni in Italia a portare in aula il documento di bilancio, pur nella previsione di aggiustamenti in corso d’opera. Chiarezza nella disponibilità di risorse e nella ripartizione delle spese sono elementi indispensabili per consentire la piena operatività dell’ente e porre così un argine all’attacco all’autonomia dei municipi. A questo punto, prima di andare oltre, devo necessariamente rilevare, con tutto il rispetto ma anche con la dovuta franchezza, che in questa sala siedono, in entrambi gli schieramenti, esponenti dei partiti che a Roma il Governo Monti sostengono e a Cernusco la sua politica subiscono e sento la necessità di affermarlo perché c’è qualcosa di peggio di un Governo di destra ed è un Governo di destra senza opposizione (cit. Paolo Ferrero). L’IMU, il cui regolamento abbiamo approvato questa sera, rappresenta una delle novità fiscali della recente manovra economica. Se nessuno può paragonare questa IMU a quella prevista per l’attuazione del federalismo fiscale è solo perché non esiste un testo di proposta di legge da esaminare, salvo alcune dichiarazioni dell’ex-ministro Calderoli circa l’assorbimento di 12 o 13 tasse sulla casa che però non s’è mai capito bene quali fossero. Il potere di regolamento è parte fondante dell’autonomia di un ente locale: l’ICI aveva una tariffa minima ed una massima e i Comuni potevano, con deliberazione consiliare, utilizzare la forbice per meglio diversificare i soggetti; l’IMU prevede una sola tariffa dello 0.76% ridotta allo 0.4% per la prima abitazione, che beneficia anche di alcune detrazioni. Il Comune può aumentare o diminuire dello 0.2% queste aliquote ed è l’unica modificazione possibile, ma deve comunque garantire allo Stato la sua parte sull’aliquota intera e non su quella ridotta, quindi ponendo tutte le agevolazioni a carico del bilancio comunale. Questa è una scelta che negli angusti limiti temporali a disposizione non è stata praticabile, tuttavia auspichiamo che la ricerca di copertura per riduzioni di aliquota in funzione del reddito famigliare, del peso dei mutui o a fronte di interventi di sostenibilità ambientale possa costituire una valida ipotesi di lavoro per la redazione dei bilanci futuri, magari attivando un esperimento di collaborazione con le categorie associative e imprenditoriali, una sorta di “consulta tributaria” tesa ad acquisire e migliorare gli strumenti conoscitivi e tecnici per operare scelte che consentano equità, semplificazione e trasparenza. Subito invece chiediamo che il Comune si attrezzi per fornire ai cittadini tutte le informazioni che li mettano in grado di non commettere errori nei versamenti, senza dover obbligatoriamente pagare balzelli sulla nuova tassa a consulenti di varia natura. In tema di addizionale IRPEF non possiamo che sottoscrivere quanto riportato nella relazione del sindaco: il proseguimento dell’attività di contenimento della spesa dev’essere nella situazione contingente prioritario a qualunque ritocco dell’imposta. Sosteniamo convintamente la scelta dell’Amministrazione di operare tagli non lineari e incidere così il meno possibile sul comparto dei servizi alla persona, vitale per la garanzia dei diritti di cittadinanza soprattutto in questo periodo di difficile congiuntura economica. Così, pur avendo subito una riduzione in termini assoluti di 480mila euro circa, la spesa destinata ai servizi sociali mantiene il peso percentuale che aveva lo scorso anno sul totale delle uscite correnti; merito anche della ricerca di sinergie e coordinamento fra gli uffici dei servizi sociali e le istituzioni del terzo settore, che ha contribuito a razionalizzare la spesa evitando sprechi e sovrapposizioni. Nella difficile condizione data, non sono stati tagliati i servizi innovativi (uno su tutti: l’housing sociale) che anzi sono destinati a rappresentare le tappe di un percorso dall’assistenzialismo ai progetti di reinserimento sociale che questa Amministrazione persegue sin dal suo insediamento, né sono aumentate le tariffe dei servizi a domanda individuale. Gli interventi di valorizzazione delle risorse immobiliari ci consentono di incrementare il patrimonio pubblico per la destinazione a scopi sociali. In corso d’anno l’Amministrazione procederà con le assegnazioni degli alloggi nel ristrutturato edificio di via P. Da Cernusco e darà il via all’innovativo progetto del condominio solidale, in stretta sinergia con la gestione della Vecchia Filanda di cui verrà finalmente individuato il soggetto assegnatario. Verranno assegnati gli alloggi dell’ex-centro sociale CARIPLO di via Buonarroti e gli spazi del Centro Diurno Integrato nello stesso complesso. Questi che ho citato sono provvedimenti di cui solo la Politica (con la “P” maiuscola) -e non la ragioneria- si può assumere la responsabilità in tempi di ristrettezze contabili. “Dobbiamo (anche) stare attenti al rischio (…) che le politiche pubbliche diventino prigioniere di un’élite scientifica e tecnologica”: vorrei che fossero parole mie, dette a Cernusco nel 2012, invece sono state pronunciate da Dwight Eisenowher nel lasciare la Casa Bianca al termine del suo secondo mandato presidenziale nel 1961. Decisamente uno che ci vedeva lontano, anche oltre l’Atlantico…
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