Parte la campagna di Rifondazione Comunista contro la truffa della bi-tassa, ovvero l’applicazione dell’ IVA sulle tasse delle bollette di luce e gas e sulle accise della benzina. La campagna di massa di Rifondazione si articolerà in una raccolta firme e in altre iniziative politico-istituzionali (appello al Presidente del Consiglio e presentazione di ordini del giorno nelle istituzioni locali).
Nel quadro di una tassazione che colpisce le classi popolari, è intollerabile truffare i cittadini da parte dello Stato “gonfiando” il gettito fiscale applicando il prelievo dell’IVA non solo sulle voci che attengono alla produzione e distribuzione dei servizi, ma anche sulle altre imposte. Su gas e luce, benzina, la base imponibile dell’IVA infatti è costituita in modo truffaldino anche da imposte, tasse, accise. Questo porta a pagare una tassa su altre tasse: una doppia tassazione. Le sezioni unite della Corte di Cassazione si sono già espresse, con sentenza n. 3671 depositata il29 aprile 1997, nel senso che la tassazione non può applicarsi su altre tasse. Non è una questione di poco conto. L’IVA rappresenta circa 1/3 delle entrate. La Lombardia sborsa il 23.4% di questo aumento. Il governo Berlusconi-Bossi ha aumentato più volte accise, imposte e Iva. Il governo Monti a sua volta ha aumentato accise e addizionali irpef e previsto un aumento dell’IVA del 2% a ottobre e del 0.5% nel 2014. Per quanto riguarda le bollette non è ovviamente possibile fare dei conti precisi di quanto costa la bi-tassa ai cittadini poiché questa varia a seconda del consumo. Si tratta però di oltre 100 € l’anno. Per quanto riguarda la benzina, invece, il maggior costo a causa della truffa della bi-tassa è oggi di circa 15/17 euro ogni 100 € di carburante. Questa cifra cresceranno in relazione agli aumenti di cui sopra. Allo stato attuale accise e iva rappresentano il 57% circa del costo totale. L’aumento dell’IVA, inoltre, produce inflazione, dunque, ulteriore erosione di salari e pensioni. Per questo abbiamo lanciato una campagna per chiedere al Governo di cancellare questa truffa. Chiediamo anche ai sindaci di dare indicazioni alle proprie aziende di distribuzione di gas ed elettricità di togliere la bi-tassa e di addebitare il minor importo di IVA allo Stato attraverso la Nota di Accredito.
Scarica qui il volantino e l’appello a Governo e Parlamento.





