Chianciano diviso in 2: la spunta Ferrero

Luglio 27, 2008 · Lascia un Commento

Con 342 voti, contro i 304 conquistati da Nichi Vendola, la mozione Ferrero vince il congresso di Rifondazione a Chianciano. Già qualche ora prima della votazione finale, il presidente della regione Puglia Vendola aveva annunciato il suo ritiro.

Giornata intensa e carica di tensione al Palamontepaschi di Chianciano, che ha visto scontrarsi due linee strategiche diverse: una linea (Vendola-Migliore) legata alla visione del superamento del comunismo rivolta ad un ampiamento del fronte a sinistra per una nuova alleanza con il centro-sinistra. L’altra linea sostanzialmente vuole ripartire dall’opposizione e dal rapporto con i movimenti antagonisti. Giovanni Russo Spena dal palco comincia a leggere il documento che sancisce la vittoria delle mozioni di minoranza: «Il congresso considera chiusa e superata la fase caratterizzata dalla collaborazione organica con il Pd nella fallimentare esperienza di governo dell’Unione, della Sinistra Arcobaleno, e della sbagliata gestione maggioritaria del partito». Queste prime righe sembrano il “manifesto” della Rifondazione che verrà. O, come dirà Vendola più tardi, la «fine» del partito stesso. Basta alleanze con il Pd, dice Russo Spena «dobbiamo essere veramente alternativi al “veltronismo” e alle destre». Il secondo punto è un abiura dell’esperienza dell’Arcobaleno che vuol dire in altre parole un brusco stop al progetto di Nichi Vendola della “costituente della sinistra”. Il terzo punto è la messa al muro della gestione uscita dallo scorso congresso, quello di Venezia, che sanciva la svolta “governista” del partito allora diretto da Fausto Bertinotti. Insomma, nel giro di tre giorni si rinnega tutto quello che è stato fino all’altroieri. E a guidare la “rivoluzione” è Paolo Ferrero, ministro fino a quattro mesi fa nel governo Prodi e difensore della linea vincente a Venezia.

(continua…)

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