A Cernusco per i prossimi giorni 4-5-6 luglio il Comune ha organizzato la “Festa delle culture”, per la diffusione di una visione interculturale della società. Una iniziativa che ha la sua rilevanza anche nel metodo: ovvero con il coinvolgimento di tutte le associazioni no-profit che sul territorio operano con i loro volontari, nel settore sociale e in particolare coi migranti. Ed è proprio su questo tema che in queste settimane stiamo subendo un attacco profondo ai diritti civili e alla convivenza sociale, sull’onda del “colpire la criminalità importata dagli immigrati”.
Le “leggi razziali” di Maroni che il governo attuale sta promuovendo alle Camere, non possono passare inosservate, a nessun cittadino che abbia a cuore la democrazia intesa come spazio pubblico e libero , come barriera alle discriminazioni razziali, di genere e di qualsiasi natura. Uno spazio ove poter vivere senza paura. 
Siamo in una fase di ingorgo culturale e di cortocircuito sociale, che da spazio ad un clima aggressivo e xenofobo. Lo scenario vede la crisi di sicurezze come quella di avere uno stipendio che permetta di vivere una vita dignitosa, o quella di una casa a prezzi abbordabili, o di una scuola pubblica funzionante, o di una sanità efficace e decente: lo smantellamento dello stato sociale ha portato alla drastica riduzione della sicurezza sociale, proprio mentre i flussi migratori sono aumentati fortemente negli ultimi 10 anni.
E come successe per gli immigrati italiani, chiamati “greasy wops” negli states sino a qualche decina d’anni fa, i problemi sociali tendono a concentrarsi sugli stranieri come parafulmine, perchè costano meno sul mercato del lavoro e svolgono i lavori più umili o faticosi, perchè hanno usanze e colori diversi, hanno odori diversi. E tutto ciò diventa una “colpa”.
Criminalizzare l’immigrazione irregolare, diventa una insostenibile norma che limita il movimento degli uomini in uno scenario in cui la globalizzazione ha imposto il libero scambio delle merci in tutto il mondo. Da cui si deduce che le merci hanno vinto sull’uomo, mentre le idealità e il pensiero umanistico di derivazione novecentesca sono in piena crisi di identità, offrendo il fianco all’egemonia dell’egoismo più volgare, quello sì teso al raggiungimento del proprio piacere e proprio tornaconto, ma senza più remore morali, senza più la memoria dei valori fondanti di una comunità di uomini, che in Italia coincidono con la Costituzione nata dalla Resistenza antifascista. Parole che sanno di antiquariato …