Nucleare e modello di società, by Ermes Severgnini

Aprile 4, 2008 · Lascia un Commento

MEGLIO ATTIVI OGGI CHE RADIOATTIVI DOMANI

Periodicamente -e questo è uno di quei periodi- due UFO che credevamo ormai aver lasciato il nostro universo politico tornano a solcare i cieli italiani: si tratta della revisione in senso restrittivo della legge 194 sull’interruzione volontaria della gravidanza e della via nucleare alla produzione di energia elettrica. Sia la legge 194 che l’abbandono della strada nucleare sono ormai entrate nel patrimonio comune di questo Paese, entrambe sancite da referendum popolari straordinariamente partecipati, eppure differenti attori a diverso titolo si incaricano di volta in volta di rimettere in discussione scelte che parevano ormai acquisite.

L’illusione nucleare ci viene presentata sempre in base a considerazioni tecnico-economiche, trascurando colpevolmente il fatto che non è solo questione di tecnica o di economia; quello che più conta è il modello di società che immaginiamo per noi e per le generazioni future: è quindi un problema politico che dobbiamo risolvere tutti, non solo gli esperti di turno.

Sviluppo tecnologico e benessere sociale non posso procedere in due diverse direzioni; le decisioni assunte in campo energetico condizioneranno le nostre vite e quelle di chi verrà dopo di noi e potrebbe essere molto difficile tornare indietro. Invece di farci attrarre da un’improbabile discussione sui mezzi per soddisfare una società sempre più energivora, chiediamoci piuttosto se vogliamo continuare sulla via della tecnologia pesante per finire dritti dritti nell’era nucleare a cui credevamo di essere scampati, oppure se non sia meglio virare con decisione verso una società equa, fondata su principi ecologici e su di un’economia adattata ai bisogni delle persone. In altri termini: la battaglia per l’energia “leggera” dev’essere legata all’impegno per il cambiamento politico, perché la lotta per una società più giusta si combatte su tutti i fronti.

Pensate ad un volo di linea in cui, subito dopo le solite informazioni su temperatura esterna, quota e velocità, il comandante annunci soave che il carburante basterà solo per una parte del tragitto e che si sta ancora lavorando per individuare tutti i problemi legati alla sicurezza del volo, augurandosi di poterli risolvere lungo il percorso e prima della destinazione, se solo si conoscesse almeno quella: ecco, questa è la metafora della scelta nucleare oggi. Buon viaggio…

Ermes Severgnini

Categorie: Energia · Il mondo

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