Post da Aprile 2008
La manifestazione ha attraversato le strade del centro di Cernusco coinvolgendo oltre duecento persone, accompagnate dalla banda civica e da decine di bandiere: a testimonianza che i valori della Resistenza non sono oggetti da museo, ma valori che vanno rinnovati giorno dopo giorno: dall’opposizione a qualsiasi autoritarismo alla salvaguardia della pace e del lavoro, dell’istanza collettiva che sceglie la libertà e la partecipazione democratica, contro il nazifascismo del novecento e le nuove derive di oppressione e violenza.
Ecco l’album delle foto del corteo mattitino.
Questo invece è un patchwork.
Dopo gli interventi di F.Salamini (presidente ANPI), F.Vergani (ACLI), E.Comincini (sindaco) e del consigliere A.Levati, sono state cantate le canzoni dei partigiani: ecco gli spartiti gentilmente messi a punto dall’associazione ARCI La scighera (http://www.lascighera.org/):
Infine ecco un contributo che ci ha inviato il compagno Fabio, sull’origine della canzone Bella ciao: Articolo de La Repubblica
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I dati nella relazione annuale del Ministro della Salute L. Turco
Interventi ancora in diminuzione tra le donne italiane
Aborto, nel 2007 in calo del 3%, in aumenta però tra le immigrate
In crescita il numero di medici e paramedici obiettori
Interruzioni volontarie di gravidanza in diminuzione nel 2007: nell’arco dei 12 mesi ne sono state 127.038 con un calo del 3% rispetto al 2006 (131.038 casi) e del 45,9% nel confronto con il 1982, l’anno in cui si è registrato il più alto numero di interventi (234.801 casi). E’ quanto emerge dalla relazione annuale del ministro della Salute, Livia Turco, sull’attuazione della legge 194/78.
La diminuzione complessiva del 2007 è dovuta al calo netto degli aborti tra le donne italiane, (-3,7% rispetto al 2006 e -61,4% sul 1982), mentre le immigrate continuano a fare ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza sempre più numerose, con un 4,5 per cento in più rispetto all’anno precedente.
Il tasso di abortività (numero degli interventi per 1.000 donne in età feconda tra 15-49 anni), l’indicatore più accurato per una corretta valutazione della tendenza al ricorso all’aborto, nel 2007 è risultato pari a 9,1 per 1.000 a fronte del 9,4 per 1.000 del 2006 e del 17,2 per 1.000 del 1982.
E in tutto il paese aumenta l’obiezione di coscienza, con alcune regioni come la Campania dove i casi sono raddoppiati: tra i i ginecologi è passata dal 58,7% al 69,2%; tra gli anestesisti dal 45,7% al 50,4%; tra il personale non medico, dal 38,6% al 42,6%.
(22 aprile 2008)
Categorie: Donne
“I motivi della sconfitta, i luoghi da cui ripartire” di Franco Giordano
Compagne e compagni,
credo sia giusto e utile disporsi, in questo organismo, ad una assunzione collettiva di responsabilità. Propongo quindi che la segreteria si presenti rimettendo il proprio mandato, con l’indizione del congresso nazionale dal 10 al 13 luglio.
Dopo l’esito disastroso delle elezioni politiche, ho avanzato subito la proposta di anticipare il congresso, perché a fronte della catastrofe è necessario che a prendere la parola siano tutte le compagne e tutti i compagni, in un percorso partecipato e democratico. Non inventiamoci – lo dico con responsabilità e passione – soluzioni che mirano a ostacolare questo processo prefigurando sin d’ora l’esito del congresso. Non costruiamo un diaframma, ora, al dispiegarsi pieno della democrazia congressuale. Insisto, la parola spetta a tutte le compagne e a tutti i compagni. Il gruppo dirigente dimissionario deve disporsi con umiltà all’ascolto. Ma deve anche saper evitare che la discussione, necessariamente approfondita, forse aspra, abbia effetti distruttivi. Che si risolva in un cupo processo di dissoluzione. Significherebbe sommare catastrofe a catastrofe. Scontiamo già un drammatico deficit di consenso: modalità di discussione distruttive, ridotte a cieca conflittualità tra aree o correnti, tutte interne a logiche autoreferenziali e rancorose, sarebbero esiziali. Non ci sarebbe appello.
Tra noi non ci sono vincitori e vinti. A fronte di questa catastrofe delineare una simile immagine sarebbe grottesco. Siamo stati sconfitti tutti, qualunque fosse la posizione dalla quale, ciascuno di noi, si è cimentato nella direzione politica di questi due anni: dal partito ai gruppi parlamentari alle postazioni di governo. È preciso dovere di tutti noi, oggi, garantire, pur nella diversità delle rispettive posizioni, la tenuta unitaria del partito: la cura verso quanti, già da ora, intendono intraprendere con noi la dura traversata del deserto che ci attende.
Per parte mia intendo, con scelta del tutto unilaterale, evitare ogni forma di personalizzazione che ridurrebbe la nostra discussione a mera futilità. Per quanto mi riguarda personalmente, in questi giorno ho assistito con amarezza a una campagna, tutta giocata sugli organi di stampa, che attribuiva a me e ad altri compagni l’intenzione di sciogliere questo partito. E questa accusa è entrata in corto circuito con le analisi della sconfitta subìta, è stata annoverata tra le cause principali della disfatta. Sfido chiunque a trovare un mio scritto, un mio intervento, una qualsiasi parola in questa direzione. Non ve ne sono.
(continua…)
Categorie: Elezioni nazionali 2008 · Il Partito
Nicki Vendola a Firenze all’Assemblea della Sinistra di sabato 19 aprile
È necessario «sorvegliare le parole delle prossime ore» essere «cauti» avere «amore e attenzione per questa comunità e consentirle di rialzarsi in piedi. Bisogna ripartire da qui dall’analisi della sconfitta. E ci sono due modi: uno che è nella tradizione della peggiore storia sinistra ovvero la ricerca di capri espiatori e colpevoli». A questo, Vendola non vuole «partecipare». «Anzi mi iscrivo alla lista dei colpevoli perchè credo che qualunque dirigente a qualsiasi livello si debba sentire colpevole. Io vorrei partecipare alla discussione sulle cause, bisogna sorvegliare le parole nelle prossime ore, essere cauti, avere cura e amore per questa comunità per consentirle di rialzarsi in piedi…. Il dolore può essere una lente di ingrandimento per capire di più e cominciare un altro percorso. Non è vero che chi cade può solo rialzarsi, ci sono anche quelli che si divertono a spezzarsi le gambe e questo io non lo voglio. Nella società c’è stato un sommovimento straordinario, un cambiamento grande rispetto al quale abbiamo strumenti analitici e strategici asfittici, desueti, poveri e ce la caviamo solo con un pò di sociologia della catastrofe. L’impressione è che il nostro discorso sia sempre un po’ artificiale ed esteriore, un discorso di chi non capisce più il territorio del lavoro non per snobismo radical-chic, ma perché quei territori del lavoro hanno subito una trasformazione grande. (continua…)
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NE’ AVANTI VERSO IL BARATRO NE’ REGRESSIONE IDENTITARIA
PER LA SINISTRA INCOMINCIA UNA LUNGA MARCIA NELLA SOCIETA’
La segreteria regionale del Prc Lombardia si è riunita martedì 15 mattina a Milano per valutare esito e
conseguenze delle elezioni politiche. Al termine della discussione, il segretario Alfio Nicotra ha indirizzato un messaggio agli iscritti che riportiamo integralmente.
Cari compagni, care compagne,
viviamo il momento più difficile della storia di Rifondazione Comunista. Usciamo da una sconfitta elettorale pesantissima, le cui cause andranno indagate in profondità. Davanti allo schiacciasassi del bipartitismo coatto, le sole forze che hanno resistito – Lega, Italia dei Valori e Udc – lo hanno potuto fare grazie a un
profilio identitario ben preciso e con simboli storicamente riconosciuti dall’elettorato. La Sinistra, l’Arcobaleno indipendentemente dalla generosità del progetto -, è apparsa invece un magma informe, un
balbettio confuso in una competizione in cui tutti parlavano ad alta voce. Abbiamo pagato i due anni di
governo Prodi, di aspettative deluse ma anche di una rottura con i movimenti e un appannarsi conseguente del nostro profilo di alternativa. La parola d’ordine del congresso di Venezia “governo leggero, movimento pesante” è stata capovolta nella pratica quotidiana. Sbagliato è stato sottoporre la nostra base militante a continui stress identitari, proseguiti fino alla vigilia del voto. (continua…)
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