PREMESSO
Che l’acuirsi del dramma che sta vivendo in questi giorni la popolazione tibetana, necessita una mobilitazione da parte di tutte le istituzioni politiche democratiche che pongano al centro del loro agire la libertà civile dell’individuo e il rispetto dei diritti umani e dei lavoratori, come condizioni essenziali per la soluzione dei conflitti
PREMESSO
Che il popolo tibetano rivendica il principio di autodeterminazione del Tibet, con manifestazioni spontanee e pacifiche, per liberarsi dal giogo del potere oppressivo della Repubblica Popolare Cinese che dopo l’invasione del 1951 annesse il territorio tibetano come Regione Autonoma del Tibet
PREMESSO
Che il governo cinese per riaffermare il suo potere, ha risposto inviando l’esercito per reprimere ogni manifestazione e rivolta, con arresti di massa e aprendo il fuoco sui manifestanti, mettendo sotto assedio i monasteri.
La Sinistra Arcobaleno di Cernusco
ESPRIME
ferma condanna sull’uso della violenza e della forza repressiva e si affianca alle richieste di CGIL CISL e UIL nei confronti del governo cinese: fermare il massacro e la repressione e aprire un tavolo di pace con i rappresentanti del popolo tibetano, per bloccare la deriva di un conflitto etnico con esiti tragici.
ESPRIME
esprime solidarietà al popolo Tibetano e al loro leader religioso Dalai Lama, vittime e della repressione militare e della negazione delle libertà civili sino a costringere all’esilio.
Categorie: Il mondo · Pace
Cernusco sul Naviglio, 12 marzo 2008
COMUNICATO STAMPA
Testo del Comunicato Stampa in risposta ad una bizzarra equiparazione tra pena di morte e aborto.
Categorie: Comunicati stampa
Intervento del Consigliere Comunale Ermes Severgnini
Da qualche mese a questa parte è tornata prepotentemente e ingiustificatamente alla ribalta la questione dell’aborto con relativa richiesta di modifica della legge 194. Pur non essendoci una reale emergenza (come invece ci sarebbe, per esempio, nel campo della sicurezza sul lavoro), se ne parla profusamente in termini allarmistici e -complici l’imminenza delle elezioni e l’eco dei mass media- se ne distorcono pericolosamente i termini.
La legge 194, oltre a una grande conquista di civiltà e progresso ottenuta con lotte e sofferenze dalle donne, ha la caratteristica -che forse non piace a molti- di essere laica e democratica: dà al medico obiettore (e in Italia sono la stragrande maggioranza) la possibilità di rifiutarsi di praticare l’aborto, anche quello previsto nei termini di legge; dall’altra parte tuttavia pone la donna nella condizione di poter gestire da sé, a tu per tu con la propria coscienza e la propria consapevolezza, qualcosa che attiene strettamente alla sua intimità fisica e psicologica, senza sentirsi colpevolizzata. Cambiare la 194 vorrebbe dire peggiorare la vita delle donne, relegate come una cinquantina d’anni fa a un ruolo marginale anche per quanto riguarda le scelte legate alla propria persona. (continua…)
Categorie: Diritti civili · Donne · Donne - pari opportunità