Dal freepress “Metro” del 12/11/2009 “Gli inguaribili ottimisti del PIL”
Finalmente due buone notizie! L’Italia supera la Gran Bretagna nella classifica del Pii (l’ha detto sabato scorso il premier Berlusconi), e l’OCSE, l’Organizzazione per (a Cooperazione e lo Sviluppo con sede a Parigi annuncia non solo che la ripresa c’è ma che è addirittura la più forte del mondo (+10,8%)!
Di che essere fieri! O no? Purtroppo no. Il dato sul sorpasso della Gran Bretagna (ricordate quello sbandierato da Craxi a fine anni ‘80?) riflette un fatto meramente contabile, il deprezzamento della sterlina nei confronti dell’euro. Nel gennaio 2008 una sterlina valeva 1,36 euro, oggi ne vale solo 1,12 (-18%). Correggendo per questo effetto si vede invece che la distanza nel reddito nazionale tra i due Paesi è continuata a crescere, dall’8% nel 2000 al 19% nel 2009 (fonte: FMI, PIL a parità di potere d’acquisto).
E la ripresa dell’OCSE? Ma ripresa di che? Reddito, consumi, investimenti, occupazione e vendite al dettaglio sono in caduta (fonte: Istat). La ripresa è del GLI (Composite Lea-ding Indicator), un sofisticato indice statistico che cerca di prevedere l’andamento della produzione industriale rispetto al livello potenziale di pieno impiego. La produzione industriale, in effetti, è cresciuta in agosto (è poi calata a settembre). Ma, tecnicamente il GLI ha un grave difetto: segnalerebbe una ripresa anche quando, per la chiusura déle imprese, il potenziale produttivo dovesse cadere ! Quello che proprio stupisce non è tanto l’inguaribile “ottimismo” dei nostri governanti, ci siamo abituati, quanto come questo abbia obnubilato gran palle dei mezzi di informazione.



